Il ruolo della farmacia durante la pandemia

30/07/2021
by Farmania Amministrazione

Con il COVID-19 il reparto farmaceutico ha dato attualmente prova di energia, professionalità, decisione e passione a favore della popolazione. A confermarlo è la FIP (Federazione Farmaceutica Internazionale) che raffigura i farmacisti di tutto il mondo. Ha deciso di evidenziare i riscontri conseguiti nel territorio internazionale, dove gli operatori sono stati implicati nel piano vaccinale.

Non tutti sanno che i farmacisti locali, secondo la FIP, hanno garantito alle autorità competenti delle possibilità di impiego, cooperando e dando la giusta priorità a tutti i progetti dedicati a visionare e combattere l'epidemia mondiale.

Costantemente operativi

Durante tutto l'isolamento, le farmacie sono state disponibili 7 giorni su 7, consegnando a domicilio farmaci indispensabili. Questo aiuto è stato apprezzato soprattutto dai cittadini con una salute cagionevole garantendo i servizi di prima necessità.

I farmacisti si sono trovati nel dare assistenza a tutti coloro che hanno affrontato classici sintomi raggiungendoli direttamente nelle loro abitazioni. Grazie a ciò, non è stato intralciato il lavoro del pronto soccorso. Di riflesso è stata data la precedenza ai pazienti aventi il codice rosso, evitando la formazione di code inconvenienti.

La zona Europea sta attraversando un periodo di grande difficoltà, specie in quelle località dove il virus ha fatto sentire la sua pericolosità. In questi casi, i farmacisti sono stati il punto di intermediazione tra l'ammalato e l'ospedale. Il più delle volte sono riusciti a individuare e scindere i pazienti colpiti dal COVID-19 dai soggetti attaccati dalle malattie stagionali.

Per loro non è stato affatto semplice poiché, com'è capitato a diverse attività, anche la farmacologia è stata vittima di svariate prove. Sono stati riscontrati infatti notevoli intasamenti della linea telefonica, dovuti alle innumerevoli domande e chiarimenti sulla natura del ceppo virale. Non sono stati da meno anche i contagi che hanno causato abbondanti disagi e calo di personale farmaceutico.

Le problematiche non sono finite qui perché si sono innalzate le spese da sostenere per offrire la massima prestazione possibile. Secondo la FIP, circa l'85% delle strutture farmaceutiche sono state ingrandite e riadattate per mettere in atto determinate specifiche vincolate dalle misure anti-covid come il distanziamento sociale.

Prezioso sostegno dell'associazione PGEU

Con l'aiuto del PGEU COVID-19 (Gruppo Farmaceutico dell'Unione Europea) si sono ottenuti adeguamenti, notizie relative alle regolamentazioni atte a tutelare malati e farmacisti dalle contaminazioni batteriche.

È interessante notare che malgrado la pandemia abbia portato via energie sostanziali, le farmacie sono state attente a non trascurare altre importanti patologie esistenti (cancro, emorragie, infarti, tubercolosi).

Data la situazione pandemica, tante farmacie competenti si sono adoperate per introdurre strategie di acquisto alternative. Infatti è diventato comune al giorno d'oggi acquistare prodotti farmaceutici online senza nessuna fatica. Questo ha permesso di fronteggiare l'emergenza sanitaria in quanto il cliente ha modo di rifornirsi, comodamente da casa, attraverso e-commerce o tramite app dedicate.

Un aspetto davvero importante è che il ruolo dei farmacisti si sta spostando in una traiettoria pensata alla cura diretta del paziente. La trasformazione è stata velocizzata dalla diffusione del COVID-19. Test rino-faringeo, sierologico o tradizionale sono facilmente eseguibili presso la propria bottega farmaceutica di fiducia e con l'approvazione dei vaccini viene completato quello che è il processo evolutivo della farmacia del XXI secolo.

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